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punto flamenco

Il flamenco è una forma di musica e di danza di origine andalusa, formata da un canto all'apparenza stonato (cante), dalla musica e dal ballo (baile), nata alla fine del Settecento. Il flamenco non nasce come una forma di spettacolo, ma come un'esigenza di sfogare gioie e dolori in un linguaggio intimo e privato. Si cantava senza l'accompagnamento della chitarra, avvalendosi soltanto di supporti ritmici corporali, come il battito dei piedi sul terreno, delle mani oppure delle nocche sul tavolo. Oggi invece è una forma di spettacolo a tutti gli effetti.

Il flamenco trova le sue origini in Spagna, ma con il passare dei secoli è arrivato in Italia, oggi curato e pubblicizzato principalmente da associazioni pubblicitarie chiamate Peñas Flamencas.


Gli inizi e le origini
Il flamenco si sviluppa tra le province di Siviglia, Cadice, Jerez e Cordova. Nella fase iniziale, il flamenco si mostra come uno sfogo emozionale della minoranza gitana in Andalusia. Uno dei primi documenti scritti sul flamenco si trova in una delle Cartas Marruecas di Cadalso (1774), dove la musica flamenca viene esplicitamente attribuita ai gitani.[1] L'uso della parola "flamenco" per indicare un tipo di canto o di danza non venne tuttavia documentato prima del XIX secolo.

Cafés Cantantes
Verso la metà dell'Ottocento iniziarono a diffondersi per tutta la Spagna e massivamente in Andalusia i cafés cantantes, locali notturni dove agli spettacoli di varietà venne presto affiancato il flamenco. In tutta la Spagna nacquero 63 cafés cantantes, distribuiti così: 12 a Siviglia, 5 a Jerez, 3 a Cadice, 11 a Cartagena, 4 a Puerto Santa María, 5 a Malaga, 1 a Granada, 18 a Madrid, 1 a Barcellona, 1 a Cordova, 1 a Bilbao e 1 a La Unión.

Dall’esperienza dei cafés cantantes, il flamenco esce rinnovato e il canto della famiglia/comunità diviene il canto di un interprete professionista. Uno dei personaggi più rilevanti nella storia dei cafés cantantes fu quello di Silverio Franconetti, quando nella seconda metà del 1800 aprì il suo locale. Silverio apprese il cante dai gitani e divenne il primo cantaor andaluso, in virtù delle sue capacità espressive. Rese il cante più soave e melodico rispetto all’originale forma di cante crudo e tragico. Lo impose al pubblico senza il contorno coreografico o teatrale, ma questi tentativi di popolarizzazione furono la conseguenza della naturalizzazione del cante. Con la diffusione dei cafés cantantes iniziò l’età d’oro del flamenco.

Gli stili del cante
Il cante flamenco si differenzia dal canto come espressione operistica e dalla canción che connota espressioni sonore popolari e popolareggianti. Il cante flamenco è caratterizzato dal lamento, dalla carica emozionale e dall'intensità espressiva non conciliabile con la voce di un cantante accademico. Non tutte